USARE IL CICLO MESTRUALE IN MODO POSITIVO

Il ciclo mestruale femminile è spesso vissuto con distacco sia da parte della donna perché condizionata a non mostrare eventuali disagi per continuare a cavalcare l’onda dell’efficienza, sia da parte dell’uomo che preferisce ignorare alcuni aspetti del mondo femminile per disagio o disinteresse. E’ possibile però prendere consapevolezza di altri punti di vista riguardo ai vissuti del ciclo mestruale che hanno origini molto antiche.

Per le donne, i cambiamenti d’umore nelle diverse fasi del ciclo, come anche i disturbi fisici (dolori addominali, mal di testa, nausea) non sono elementi condivisi da tutte, ma finora poche ipotesi sono state avanzate per spiegare perché solo alcune ne soffrono.

Alcune di queste ipotesi sono le seguenti:

- negazione della femminilità con conseguente non accettazione della massima espressione naturale dell’essere donna: il ciclo mestruale;

- differenziazione soggettiva delle risposte ormonali femminili all’andamento ciclico mensile.

- il cervello delle donne che non soffrono di “sindrome premestruale” ed il cui umore rimane stabile in ogni fase del ciclo funziona diversamente da quello delle donne con la sindrome,

In particolare, da una ricerca condotta presso il Department of Psychiatry della Cornell University di New York, è emerso che le donne dall’umore stabile hanno un’attività più intensa della regione frontale del cervello in fase premestruale che è adibita al controllo delle emozioni. Gli esperti dunque pensano che il cervello di queste donne compensi maggiormente gli sbalzi d’umore incrementando l’attività delle aree deputate al controllo emotivo.

Personalmente, a seguito della mia esperienza in campo psicoterapeutico, ipotizzo che tra chi soffre di sindrome premestruale ci sia un’alta percentuale di donne che hanno vissuto il menarca in maniera traumatica.

La connotazione negativa attribuita, soprattutto nella cultura occidentale, al ciclo mestruale, simbolo per eccellenza della femminilità, investe un ambito molto intimo della personalità delle donne. Ci si aspetta che esse non vi prestino attenzione o che lo nascondano. E’ sufficiente osservare la pubblicità che indica tutti gli accorgimenti possibili per rendere “invisibile” l’assorbente e per affrontare la vita professionale come se le mestruazioni non ci fossero.

In genere gli uomini fanno capire che in quei giorni le donne sono più difficili da “tollerare”.

Di conseguenza, la donna è condizionata a svolgere le proprie attività senza manifestare emozioni o malesseri legati a questo stato mensile.

Tale pressione sicuramente contribuisce ad incrementare il disagio conosciuto come sindrome  premestruale e mestruale.

Nelle civiltà antiche, invece, il periodo mestruale era considerato sacro. Un evento magico, corrispondente alla fase crescente e calante della luna.

Il sangue mestruale era considerato un impareggiabile fertilizzante.

Nelle mie ricerche relative alle culture matriarcali, e nei miei viaggi di esperienza a contatto con diverse nazioni di nativi americani ho riscontrato la grande influenza che le donne avevano ed hanno nella vita comunitaria, proprio in virtù della loro più diretta connessione con l’aspetto energetico della realtà. In quelle culture non esiste la sindrome premestruale e mestruale.

Le culture patriarcali, invece, hanno contribuito a condizionare l’espressione del femminile nelle sue varie manifestazioni.

Riguardo al ciclo mestruale è stato trasmesso il senso di sporco, di vergogna creando il tabù delle mestruazioni.

Ancora oggi mi capita di sentire donne che, avendo il pudore di nominare le mestruazioni, le chiamano  ad esempio “le mie cose”.

Per tali motivi mi occupo da qualche tempo di  far rivivere a gruppi di donne il menarca, ossia la prima mestruazione, come un rito di passaggio inscindibile dalla vita creativa ed intuitiva che è espressione peculiare dell’essere femminile.

Portare la consapevolezza su questo aspetto vuol dire iniziare a vivere il ciclo mestruale come un evento dinamico che può influenzare attivamente la crescita fisica, emozionale, intellettuale, spirituale della donna e contribuire ad accettare i cambiamenti mensili legati al ciclo ormonale trasformando la sindrome in opportunità di entrare in contatto con le energie particolari che collegano il ciclo femminile coi cicli propri del nostro pianeta.

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