Rituale per restituire l’anima alla Terra

Lo sciamanesimo utilizza molti rituali per riarmonizzarci con Madre Terra e stimolarne la guarigione. Uno di essi é connesso con la caccia all’anima, e consente di restituire le parti di anima che abbiamo rubato alla Terra. Per celebrare il giorno della Terra voglio proporvi questo rituale semplice ed estremamente potente che ognuno può effettuare anche da solo, nel proprio spazio personale.

Ha un significato particolare quando viene effettuato sotto forma di viaggio sciamanico, ma può comunque essere vissuto da chiunque. Si tratta di una serie di visualizzazioni guidate, che uso sempre per concludere i seminari di caccia all’anima come forma di ringraziamento e di scambio nei confronti del pianeta.

Se volete comunque viverlo, potete registrare le frasi che seguono con una voce dolce e rilassata, lasciando tra un’istruzione e l’altra il tempo necessario a viverla fino in fondo, tenendo conto che l’esperienza dovrebbe durare almeno mezz’ora, e poi utilizzare la cassetta per guidare voi stessi od i vostri amici in questa esperienza.

 

“Per prima cosa rilassati, sdraiati comodo in modo da sentire tutto il tuo corpo sorretto dalla Terra e mettiti una bandana sugli occhi.

Inizia a respirare e lascia che ogni tensione ed ogni blocco muscolare nel tuo corpo si dissolva.

Ora immagina di andare in un luogo naturale che ti piaccia, o al quale sei legato da ricordi positivi. Può essere un prato, una radura, una valle accanto a un ruscello… Cerca di sentire le sensazioni provocate dal luogo in cui ti trovi: un venticello tiepido sul volto, la terra sotto i piedi scalzi, i profumi dell’aria, lo stormire delle foglie ed il canto degli uccellini…

Sentiti connesso con la Natura; ad un certo punto sentirai come una forma di richiamo provenire da un albero; avvicinati e chiedigli il permesso di stargli vicino. Sdraiati per terra di fianco al tronco, e inizia a fonderti con l’ambiente: la terra sotto di te, la vita dell’albero di fianco, l’aria intorno, il sole…

Fonditi con l’albero: percepisci la linfa che scorre, l’energia che viene raccolta dalle foglie, le radici che penetrano nel suolo in cerca di nutrimento…

Senti l’acqua, i sali minerali che attraverso le radici entrano nel tuo corpo; percepisci il nutrimento, l’energia che dalla terra arriva fino ai rami, rivolti verso il cielo…

Percepisci il nutrimento che penetra in ogni tua cellula, che ti pèrvade, vivila come una vibrazione vitale…

Dopo aver percorso il tronco dell’albero fino ai rami, la stessa energia percorre ora il tronco del tuo corpo fino ai tuoi arti…

Senti l’energia che entra in te, la vibrazione che raggiunge anche le cellule del tuo corpo così come quelle dell’albero…

Inizia a sentire la tua connessione con Madre Terra, con l’energia del sole, con tutte le forme di vita, con la Natura…

Senti le tue radici entrare sempre più in profondità…

Nel frattempo, é passato del tempo, é giunto l’autunno e le foglie dell’albero cadono e ti ricoprono in un soffice abbraccio, come una coperta che ti proteggerà dai rigori dell’inverno…

Poi arriva primavera, la linfa torna a scorrere sulla terra e intorno a te, la vita brulica ovunque e tu ti senti circondato da fratelli amorosi…

E’ di nuovo estate, ma il caldo non ti da fastidio perché le foglie ti proteggono…

E’ un nuovo autunno, altre foglie cadono e lo strato di foglie si ispessisce…

Il tempo inizia a passare sempre più velocemente, un anno dura meno di un minuto, e tu affondi sempre più nel grembo caldo e protettivo della Madre…

Ora che sei avvolto nel suo abbraccio amoroso, ripensa a tutti i modi in cui puoi averle rubato l’anima e restituiscigliela, chiedendole un segno del suo perdono e della sua accettazione…

Quando sentirai di aver ricevuto tale segno, lentamente e dolcemente ritorna alla consapevolezza del tuo corpo fisico…

Con calma, senza affrettarti, sposta la bandana dagli occhi al terzo occhio e riporta la tua attenzione al piano fisico…

Alzati, metti una musica dolce e celebrativa e danza la tua ritrovata armonia con Madre Terra.”

 

Esistono molte altre tecniche sciamaniche per ripristinare l’equilibrio con la Terra. Gli Inka,  i Qeros, gli Hopi e i Lakota sono permeati da questo concetto di equilibrio con l’ambiente naturale.

Per loro non esiste il concetto di positivo e negativo, ma solo quello di “energia leggera” ed “energia pesante”. Quando viviamo un momento di negatività, un’emozione disarmonica, rabbia, rancore, odio… ci insegnano a non combatterla, in quanto ogni forma di contrapposizione dualistica alimenta comunque entrambi gli aspetti.

La tecnica andina insegna a prendere luce da quello che noi chiameremmo settimo chakra, e visualizzare tale luce che scende dolcemente lungo il nostro corpo fino ai nostri piedi, spingendo innanzi a sé le manifestazioni “pesanti” dell’energia e delle emozioni presenti in noi, scaricandole a Pachamama, Madre Terra.

Secondo la tradizione Inka, infatti, esattamente come gli escrementi fisici degli animali sono concime e nutrimento per la Terra fisica, gli escrementi emotivi e psichici ne nutrono la parte energetica.

Don Juan mi ha spiegato questo concetto in questo modo: esiste un fluire continuo, uno scambio tra i diversi piani dell’esistere. Gli “escrementi” delle forme angeliche possono essere nutrimento per noi (magari sotto forma di canalizzazioni, messaggi, intuizioni…); a nostra volta i nostri scarti nutrono Pachamama; a sua volta essa sostiene la nostra esperienza, come noi sosteniamo quella delle creature angeliche…

Per la tradizione andina l’Ayni, lo scambio, é il principio supremo di questa realtà manifesta. Ogni creatura che non interagisce e scambia é tagliata fuori dal processo evolutivo, si avvizzisce e muore… E’ un concetto che ritroviamo in culture diversissime tra loro: lo “scambio energetico” é una premessa essenziale della guarigione indotta dal Reiki, un concetto analogo si trova presso gli Hopi, Cristo invitava sempre le persone che guariva a portare offerte al Tempio…

Con la tecnica di restituzione a Madre Terra abbiamo un’opportunità di scambio estremamente importante. Teniamo però presente che quando restituiamo non siamo “buoni” o “nobili”, stiamo solo facendo ciò che é giusto…

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